Il “Corretto Atteggiamento”

LA FILOSOFIA DEI MIEI CORSI DI NORDIC WALKING

PUO’ ESSERE RIASSUNTA IN QUESTO SCHEMA

Con questo schema vado a considerare un panorama più esteso, che va oltre l’aspetto prettamente fisico della postura, della bio-meccanica del cammino e della tecnica.

CORRETTO ATTEGGIAMENTO è un invito ad avere anche un approccio corretto e onesto verso sé stessi, verso l’istruttore e verso l’attività fisica che si è scelto di praticare:

  • Nel caso di alcuni allievi, il “corretto atteggiamento” parte realmente dalla volontà di imparare qualcosa di nuovo, l’umiltà e il buon senso di non sentirsi, a bocce ferme, già a buon punto con l’apprendimento o comunque di partire da un gradino più alto rispetto a quello dei compagni di corso.
  • Importante è avere quindi la mente libera da esperienze pregresse e convincimenti perentori, che porterebbero ad avere un’attenzione limitata, viziata e di conseguenza un approcciarsi alla pratica non genuino e costruttivo. Questo è il caso di persone che si avvicinano al Nordic Walking con un solido background sportivo alle spalle.
  • In alcuni casi, questa situazione può verificarsi anche con persone che non necessariamente abbiamo praticato in maniera significativa dello sport, ma che posseggono comunque una forte considerazione di sé e delle proprie capacità in qualsiasi cosa essi decidano di praticare.
  • Nel caso di altri allievi, il “corretto atteggiamento” lo si chiede anche a quelle persone poco convinte delle proprie qualità, prese costantemente a pensare che non arriverebbero mai a comprendere o ad eseguire correttamente quello che l’istruttore impartisce loro, a causa di presunte o reali mancanze fisiche e tecniche. Alla base di questo convincimento, c’è una mancanza di autostima, ed è importante quindi convincersi fin da subito di avere un “CORRETTO ATTEGGIAMENTO”, e impegnarsi a raggiungere il proprio miglior risultato possibile, considerandolo ottimale ma comunque sempre migliorabile.
  • Ovviamente in entrambi i casi, il ruolo dell’istruttore e delle sue capacità di gestione della situazione è fondamentale. Chi deve istruire ha di fronte persone adulte, con il suo background. L’insegnamento e l’apprendimento avviene attraverso il rapporto di due persone adulte, questo non va mai dimenticato ma soprattutto non va sottovalutato. Interagire con un allievo adulto nel modo più semplice e diretto è alla base del “Corretto Atteggiamento”.

Il CORRETTO ATTEGGIAMENTO riguarda anche lo stesso istruttore:

  • Solitamente si tende a proporre una formazione di tipo “scolastico”, mostrando un movimento, un esercizio come un’immagine da riprodurre fin da subito nella maniera più fedele possibile. Tuttavia, un adulto non è uno studente adolescente, le sue capacità cognitive sono differenti, richiedono tempi e modi di apprendimento diverse.
  • È mia abitudine spiegare il movimento da eseguire nel modo più semplice possibile, proposto come un invito, solamente con le parole necessarie e chiare e con poche “immagini”, anche mostrando, a volte solo accennando l’esercizio “a mani nude”, senza bastoncini. L’allievo adulto lo deve far suo, costruendolo con i propri tempi e con i propri spazi, ragionati o istintivi che siano, poi insieme, valuteremo ciò che lui stesso ha compreso e messo in pratica realmente.
  • Un giovane studente è una spugna pronto ad assorbire tutto quello che lo incuriosisce e appassiona. Una persona matura deve avere fin da subito il piglio e l’umiltà di spremersi per espellere lo sporco e le scorie accumulate negli anni: gli scetticismi, i tabù, le paure, i dubbi, le finte certezze, le invidie, e tanto altro ancora, poi lui stesso dovrà capire cosa ri-assorbire, quanto e come.

Infine, il “CORRETTO ATTEGGIAMENTO” riguarda anche la consapevolezza dei limiti e delle capacità di ogni allievo

  • La metafora che mi piace raccontare durante i miei corsi è quella di considerare il Nordic Walking, presentata come una delle attività fisiche più complete, come il monte Everest, la montagna più alta del pianeta. Apprendere in modo corretto la tecnica del Nordic Walking, è come scalare l’Everest, e che quindi arrivare anche solo al campo base della vetta himalayana, oppure riuscire a spingersi fin su ai campi base più avanzati, è di per sé già un buon risultato!
  • Ecco perché chiedo ai miei allievi il massimo impegno, fisico e mentale e che siano felici di praticare il Nordic Walking, e di accettare le proprie qualità fisiche, tecniche e il proprio livello raggiunto, ma nel contempo che si impegnino di avere sempre e comunque delle prospettive di miglioramento per il futuro.

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Daniele Uboldi

ISTRUTTORE DI 2° LIVELLO DI NORDIC e FitWALKING

DIRETTORE TECNICO ARTHA asd – SETTORE NORDIC WALKING

ENDAS – CONI

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