Ribelliamoci ai buoni propositi di Capodanno!

Il primo dell’anno non succederà nulla. Oramai lo sappiamo, come non accadde nulla il famoso 1 gennaio 2000, quando un millennio ci passò addosso senza portare nulla di diverso nelle nostre vite.

Perché il problema è tutto lì: il primo gennaio non è come il punto di svolta del gioco dell’Oca o come quello del Monopoli, dove addirittura ci danno i soldi. Di diverso, forse, c’è che quella mattina inizia più tardi, magari il giorno prosegue con più relax, ma guardandoci allo specchio già capiamo che siamo sempre gli stessi…

Ma allora, che senso ha festeggiare un cambio di numero? Il senso glielo diamo noi, confidando nell’energia del cambiamento di data.

Cos’è l’energia di cambiamento? E’ l’improvvisa spinta a fare qualcosa di diverso. Diverso come un’idea “covata” a lungo ma mai trasformata in realtà, per senso critico, per realismo, per eccesso di giudizio, per mille motivi. Il cambio dell’anno sembra avere una somiglianza con lo sbilanciarsi quando non si ha coraggio di tuffarsi in una piscina fredda!  Con la mezzanotte arriva quell’attimo d’incoscienza che ci fa ritrovare in acqua.

Purtroppo, l’anno nuovo non ci da spinte di alcun tipo. Dobbiamo noi prendere e buttarci.

Il bello è che dentro di noi sappiamo cosa vogliamo, ma ci manca coraggio di scriverlo o dichiararlo. Allora, visto che lo sappiamo, facciamolo!

La ribellione al Capodanno potrebbe essere quella di prendere e fare, indipendentemente dalla data. Potrebbe andare bene il 12 marzo o il 18 ottobre, il giorno del compleanno o quello di Ferragosto.  Quindi, passato il 1 gennaio, c’è ancora tutto il tempo per cambiare e fare! 

Forse non faremo la cosa che cambia la vita, ma ci farà stare bene e questo cambia la vita. Perché fare vuol dire muovere l’energia, la dinamica delle cose. Ed è sempre meglio di stare fermi aspettando un ipotetico Capodanno, anzi, ne avremo 365!

 

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