Yoga – da “Guida Galattica per Autostoppisti”

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Posso affermare che quello che ho da dire sullo yoga si riassume in questa voce – con cui sono arrivata seconda al Concorso indetto da Guida Galattica per Autostoppisti Italian Fandom a maggio 2016, e che ringrazio per questa bellissima occasione.

Per chi non la conoscesse, la Guida Galattica per Autostoppisti è una trilogia in 5 libri di Douglas Adams, del 1979. La guida in sé è un lettore ebook ante litteram, indispensabile per il viaggiatore interstellare che voglia relazionarsi con le diverse forme di vita nell’universo.  La voce Yoga mancava, e mi sono sentita chiamata in causa. Soprattutto, ho colto l’occasione per divertirmi e giocare con i luoghi comuni sullo yoga. E, tutto sommato, avrei avuto piacere di un’intervista (dopotutto sono arrivata seconda, no?), che ospito  volentieri:

D – Dalla sua descrizione, il praticante di yoga ha veramente trovato il modo di scaricarsi delle responsabilità? 
R – Magari! In realtà, con lo yoga si può cogliere quali siano le priorità  personali e cosa sia di propria responsabilità. Se ho mille cose da fare, più che ammalarmi per farle  tutte, posso scegliere quali fare. E poi pensiamo alla pratica: una posizione, un’asana è un esercizio di risparmio di energia, attivando solo i muscoli coinvolti e tenendo a riposo gli altri.

D- Ma veramente facendo yoga si riescono a schivare le grane?
R – Eh, diciamo che le grane perdono valore, si guardano da un po’ di distanza e magari  si riescono a vedere soluzioni inaspettate. Pensi all’ultima volta che ha discusso con un amico ritardatario: la prossima volta potrebbe dargli appuntamento direttamente al ristorante e iniziare a prendersi un aperitivo, un bel gotto esplosivo pangalattico, ad esempio.

D- “Non essere sciolto” non è una scusa,  vuole forse negare che  la maggioranza delle persone siano rigidissime? 
R – Ma non nego proprio nulla! Siamo rigidi nel corpo e soprattutto nella mente: la maggioranza dei problemi deriva da questo. Essere consapevoli potrebbe fare la differenza, per cominciare a sciogliere entrambi.  E mano mano che ci lasciamo andare nel respiro, che è alla base della pratica yogica, iniziamo a trovare una nuova flessibilità in noi.

D – Ma veramente OM non è il suono dell’Universo? Cos’è questa storia della pappa al bambino?
R – Ma certo che OM è il suono dell’universo! Provate a insegnare a un piccolo a mangiare col cucchiaio, se non avete in voi tutta l’energia dell’universo, vi trovate con  la pappa sparsa ovunque e il figlio affamato!

D – Cosa vorrebbe dire a chi inizia yoga?
R -Ispirandomi alla frase riportata sulla cover della Guida Galattica, posso solo dire don’t panic, try yoga!

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