Meditare o impanare?

Non è un post sulla cucina in meditazione! E’ una riflessione su come sia possibile meditare per “imparare”, cioè approfondire la propria consapevolezza, oppure per “impanare”, cioè trovare una serenità temporanea.

Imparare

neve-meditazioneSi inizia a meditare per tanti modi e mi piace associarli all’imparare, cioè a prendere nuove abilità e fare esperienza di sé.

Imparare a essere invece di fare. Imparare a lasciare andare. Imparare a controllare il respiro, imparare a gestire l’ansia.   Imparare a conoscersi, per essere, per esprimersi, per agire.

Impanare
vegan-friedImpanare è un modo di “foderare” un alimento, preparandolo per una successiva frittura. Un’impanatura resiste bene nel tempo, si compatta e  quindi  l’alimento può essere lasciato in frigo, e perfino surgelato.

Da tempo ho in mente questo gioco di parole buffo, la meditazione come momento in  cui finisco con “impanare”, invece che “imparare”. 

Meditazione per impanare è quando, ad esempio, inizio con un senso di ansia per una situazione, finisco che mi sento tranquilla, magari sollevata,  e torno alla mia vita. Ho voglia di sorridere, e scopro che ho più fiducia. Forte di questo ritrovato benessere, lascio che tutto accada come sempre, soprattutto che io reagisca come sempre – magari anche convinta che sia la cosa giusta. Il giorno dopo ritrovo la mia ansia, riprendo a meditare e ritrovo il mio pezzettino di serenità.

Questo è impanare: con la meditazione ho fatto il mio lavoro, ho vuotato la mia mente  ho percepito la mia sofferenza… Ma poi la lascio li.. rimando la frittura, rimando il confronto con me stessa.

Sono effettivamente più rilassata, più serena, più focalizzata. Ma mi manca il coraggio di andare oltre, di cogliere  un qualcosa lasciato in sospeso da tempo, che trascino dentro e quindi fuori di me.. Qualcosa che è fermo li come un bel piatto di verdure impanate, nel surgelatore.

Meditare

frigocandelefotoAdesso ogni volta che mi metto a meditare mi chiedo: voglio imparare o voglio impanare?

Qualche volta capisco che ho bisogno di tempo, e quindi mi va bene lasciare quel qualcosa li, ben impanato.. Ma so che, prima o poi, quel qualcosa andrà passat0 in padella cioè osservato, colto.. E so che potrò usare il momento di meditazione per prendere coraggio e fare il salto.. Buttarmi, non necessariamente un salto nell’olio bollente,  ma un gesto che mi libera e mi porta fuori dal gelo del surgelatore, un posto non troppo bello da vivere.

La consapevolezza è questo: comprendere cosa sto facendo in quel momento e conseguenze avrà.  Non solo sul pranzo, ma anche e soprattutto sulla mia vita! Sat Nam

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