Ma tu che fai yoga, non devi…..?

Lo yoga ha fondamenti etici che riguardano il modo con cui trattare gli altri, detti Yama, e quello con cui trattare sé stessi, detti Niyama.  Praticando si comprende come sia importante avere una chiara direzione verso cui orientare pensieri e azioni. Più che obblighi,  Yama e Niyama sono da vedere come “una scorciatoia” che permette di unire corpo e mente attraverso una via sana e positiva.

Ma tu che fai yoga, non devi…?
Spesso mi vengono rivolte domande sul mio stile di vita, con note di sospetto  rispetto a regole e restrizioni cui dovrei essere soggetta in quanto praticante e insegnante di yoga. Si cade nel paradossale quando mi si fa notare che non tocco alcolici (… in realtà sono astemia dalla nascita) oppure che non frequento supermercati o centri commerciali  (… prediligo gli acquisti online).

fiorire nell'etica dello yoga
Foto di Alex Panno

Yoga è unire
Lo yoga ha profondi fondamenti etici. Ma, prima di tutto, yoga è unire.
Costruire l’unione di corpo e mente richiede ricercare quello che è meglio per me e per gli altri, non applicare in modo automatico un elenco di doveri e regole. Anche perchè mettere obblighi  e restrizioni equivale  a mettere blocchi e barriere – e un muro non funziona mai quando si vuole unire.

 

Fondamenti etici come scorciatoie
Quindi, più che a un obbligo, mi piace pensare ai fondamenti etici dello yoga come a una  “scorciatoia”,  utile per dare una direzione chiara  alle azioni fisiche, al pensiero, alla propria spiritualità. Esattamente come un ramo consente a tanti distinti fiori di crescere.

L’albero delle braccia dello yoga
Ripensandoci, l’albero del post “disegnando le braccia dello yoga“ è nato per riflettere su questi fondamenti etici, detti Yama e Niyama, rispondendo a un mio  bisogno di renderli indicazioni per il  benessere e non strumenti di costrizione.  

YAMA:  Le indicazioni etiche verso gli altri: l’offerta dei fiori.
Ho pensato a  una mano che lascia cadere dei fiori  per farne  dono, come simbolo della relazione aperta agli altri, suggerendo:

Ahimsa – la non vioYama, precetti verso gli altri, donare fiorilenza.  Un invito a vivere il piacere di essere rispettosi e attenti. Come camminare in un prato pieno di fiori spontanei, e scegliere di non calpestarli.

Satya – la verità.  Vuol dire rilassarsi in una comunicazione onesta e senza maschere, esattamente nel senso di “ditelo con i fiori”!

Asteya –  il non rubare. Vuol dire anche non sfruttare le occasioni e gli altri per soddisfare i propri bisogni. Insomma, evitare di strappare fiori!

Brahmacharya – il controllo dei sensi Imparare ad apprezzare le risorse che abbiamo, anche valorizzando una piccola margherita piantata nel di casa.

Aparigraha – il non possesso Superare il muro dell’attaccamento, e pensare che i fiori sono così belli da fotografare!

NYAMA le indicazioni etiche verso sé stessi: Il ciondolo a cuore.
Ancora un ramo che termina con una mano, ogni dita con un anello dal ciondolo a cuore, perchè tutto parte dall’amore per sé stessi. Credo che il primo impegno verso sé stessi sia amarsi e accettarsi per quello che si é. Infatti, Niyama si declina in stimoli importanti di cura e attenzione quali:

  • Saucha – la pNyama, il cuore come amore per séurezza.  Curare l’alimentazione come  pensieri e le azioni. Pensare al bene del proprio cuore!
  • Santosha – l’accontentarsi. Essere grati e accettare il flusso della vita, nel bene e nel male. E questo ci toglie tanti pesi dal cuore.
  • Tapas – la purificazioneL’impegno a curarci e togliere da noi pesi e tossine, in senso fisico, mentale, relazionale, economico. Insomma, avere cuore prima di tutto per noi stessi.
  • Svadhyaya – lo studio.  Conoscersi e avere per sé un atteggiamento di ricerca, di studio. Avere passione nel cuore  e voglia di capire, andare a fondo delle cose.
  • Ishvara Pranidhana– la devozione. Accettare il senso della trascendenza, avere fede e fiducia. Elevare il cuore alla  spiritualità!

 

Quindi, così come non si può obbligare nessuno a fare yoga, non si può obbligare un praticante di yoga a seguire delle regole. Pero’… la pratica può fargli vivere quelle regole come idee, come stimoli, perfino come permessi. E la combinazione di Yama e Niyama è una via positiva e sana. Sat Nam

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