L’origine delle campane tibetane

L’origine delle campane tibetane ce la racconta  Luca Pigaiani nel suo libro BAGNO ARMONICO,  Fontana Editore

LE CAMPANE TIBETANE O “CIOTOLE SONORE” O ANCORA “CIOTOLE CANTANTI”, UNA STORIA DI QUASI 5000 ANNI  

Le origini delle campane tibetane e la loro comparsa in Oriente non sono ancora del tutto chiare.
Da un lato infatti, negli antichi testi buddisti non troviamo nessun riferimento sull’utilizzo rituale delle campane, anche se sono presenti fisicamente nei monasteri, e dall’altro, a partire dal 1950 quando la Cina ha invaso il Tibet, una buona parte della cultura tibetana è andata perduta a causa della distruzione dei monasteri più importanti e soprattutto delle gravi perdite umane subite.
Oltretutto l’esodo dei monaci negli stati limitrofi dell’altipiano himalayano ha reso più difficoltosa la ricerca e la ricomposizione di informazioni attendibili.

Sappiamo però con certezza che le campane tibetane erano già utilizzate nella religione pre-buddista e sciamanico-animista del Bön, insieme al canto ed il ritmo per portare a compimento il viaggio sciamanico di guarigione.
La prova archeologica fu reperita nel 1938 durante uno scavo di un antico templio Bön in Tibet dove furono rinvenute delle ciotole sonore risalenti al 2400 a. C. .
Visto che il Bön fu fondato, secondo la tradizione, da Tönpa Shenrab Miwoche molto probabilmente nel territorio dell’attuale Iran, possiamo quindi affermare che la comparsa delle “ciotole sonore” sia antecedente al 2400 a. C. e che non sia limitata solo alla zona dell’attuale Tibet.

Nella cultura tibetana le “ciotole sonore”, pur essendo uno strumento sonoro, hanno assunto svariate funzioni: i monaci le utilizzano come ciotole per mendicare, sono adoperate per contenere alimenti da consumare e le offerte (orzo, riso, acqua, fiori) disposte sotto l’altare, come base per generare lampade al burro con uno stoppino al centro, oltre che come contenitore delle ossa di alcuni importanti lama deceduti.

A nostro avviso questi usi sembrano non spiegare come mai le ciotole siano realizzate, per tradizione, fondendo dai cinque ai dodici metalli, composizione fisica determinante da un punto di vista vibrazionale che permette di generare quel tipico suono delle “campane tibetane” ricco di armonici stabili ed udibili.

Inoltre sappiamo che alcune campane vengono realizzate con un bordo più spesso che rientra di qualche millimetro verso l’interno, caratteristica inutile se le si utilizza come contenitore, ma importante dal punto di vista sonoro.
Possiamo supporre che gli insegnamenti sull’utilizzo delle “ciotole sonore” siano conoscenze di carattere esoterico che vengono tramandate oralmente prendendo parte alle cerimonie sacre:

“[… ] Tra gli stessi lama, queste ciotole vengono utilizzate solo nei rituali segreti da quelli che sono riconosciuti maestri del suono. Questi hanno imparato a intonare i canti rituali e a suonare gli strumenti rituali correttamente.
Usano le campane tibetane in segreto e solo per sè stessi, non in pubblico, e nemmeno per altri monaci. È severamente vietato parlare di questi rituali e delle ciotole sonore.
Questo perché la conoscenza del suono permette di avere una grande potenza… Se chiedete a un lama con una ciotola sonora nelle mani se è vero che queste siano utilizzate per scopi mentali, psicologici e fisici, sorriderà rispondendo: ”Forse”.

 

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