In mezzo scorre l’asana

La nostra vita quotidiana scorre senza troppe interruzioni, e difficilmente riusciamo a prenderci delle pause nei diversi momenti della giornata. Abbiamo tanti “momenti di passaggio” – la preparazione del mattino, il viaggio al lavoro, il dopocena – momenti spesso pieni di pensieri e rimuginio, oppure di stanchezza e desiderio di stacco. Potremmo viverli come pausa per un raccoglimento dentro di noi,  riprendendo quanto il Kundalini yoga ci invita a fare sul tappetino,  quando, nel passaggio da un’asana all’altra, ci mettiamo in ascolto di noi stessi.

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La pratica delle pause

Nell’insegnare yoga, mi dedico molto a guidare gli allievi all’ascolto di sé stessi tra un’asana e l’altra.  In queste pause, li invito a cogliere sensazioni e reazioni del corpo, e ad ascoltare la stanchezza, la gioia, i fastidi.

Il Kundalini Yoga è una pratica ritmica, energetica, dove l’ascolto di sé tra un’asana e l’altra evidenzia un contrasto forte e facile da cogliere.

Per me lo yoga esiste proprio in questo spazio di pausa, quando, dopo l’asana, il corpo è ritornato nella sua forma originale e si lascia “esplorare”.  Al punto di farmi ipotizzare che la consapevolezza sia nelle pause, e che l’asana scorra attorno alla vera pratica, quella del dialogo  con sé stessi.

An old chair with a book on it in an empty old room lit by a large window

La vita nelle pause

Le pause sono una sospensione dell’attività quotidiana,  ma forse abbiamo soprattutto momenti di passaggio – il viaggio dal lavoro a casa, l’attesa per un figlio in piscina, la preparazione di un pasto. In questi momenti, solitamente abbiamo una specie di giostra in mente: ripensiamo a quello che è successo mentre intanto cominciamo a pensare a quello che faremo. Le varie situazioni si mischiano nei pensieri, magari si alleano per renderci
arrabbiati o felici, oppure per farci sentire ancora di più la fatica.

Yoga fuori dal tappetino
E se portassimo fuori dal tappetino la pratica dell’ascolto nelle pause?Immaginiamo di uscire dal lavoro,  e di concentrarci su cosa è succcesso in quel contesto. Non lasciamo che la mente avvii la giostra ma iniziamo a guidarla. Ascoltiamo lo stato d’animo, tiriamo le somme, decidiamo di chiudere quello che è possibile chiudere e rimandare al giorno dopo quello che adesso non avrebbe senso continuare a pensarci.

Insomma, facciamo un “lavaggio della giornata lavorativa” prima di iniziare l’attività successiva, qualunque essa sia. Togliendo attenzione all’esterno, al passato o al futuro, tutto ritorna su di noi, e questi momenti di ascolto hanno anche l’effetto di far rilassare  le tensioni fisiche, di evitare sfoghi su terzi, di restare nell’ansia o nella stanchezza.

pause-brett-jordan-300x225Le pause nella vita

Quando qualcosa e’ finito e altro ancora deve iniziare, si crea uno spazio dove possiamo ritrovare la nostra consapevolezza, e lasciare che in mezzo scorra la vita.  Questo è l’effetto yoga che intendo nel nome del mio blog, cioè essere in grado di unire corpo, mente e spirito, facendoli dialogare tra loro, dentro di noi, anche fuori del tappetino. Sat Nam!

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